venerdì 27 giugno 2008

Il paese senza figli

Tratto dal servizio di SuperQuark del 23 giugno 2008

"La struttura della popolazione italiana, dicono i demografi, si sta profondamente squilibrando, come mai era successo nella nostra storia: da un lato il crollo delle nascite, dall’altro l’aumento vertiginoso degli anziani. In mezzo, la riduzione drastica di quella fascia d’età che produce reddito."

I dati sono eloquenti: ogni coppia, oggi, genera in media poco più di un figlio: a questo ritmo ogni generazione si sta quasi dimezzando e i giovani in Italia si ridurranno al lumicino. Gli anziani intanto sono raddoppiati, negli ultimi 50 anni, e gli ultraottantenni quadruplicati.

Questa situazione completamente nuova avrà ripercussioni in ogni campo: pensioni, sanità, assistenza, e naturalmente immigrazione. Le proiezioni dell’ONU prevedono che nel 2050 (quando i neonati di oggi avranno 42 anni) gli immigrati in Italia saranno 10 milioni.

Un vero peccato visto che da interviste rilasciate a quelli di SuperQuark, le donne italiane vorrebbero, in maggioranza, dai 2 ai 3 figli. Però considerate le particolari condizioni economiche e politiche in cui versa il paese, se aggiungiamo il fatto che moltissime donne oggi vogliono studiare e realizzarsi inseguendo esperienze di vita e carriera professionale (rispetto a 20-30 anni fa), sono già consapevoli di sacrificare la famiglia a queste cause. I tempi di creazione sia di una famiglia sia dei figli si allunga drasticamente: non ci si sposa più a 20 anni come negli anni '50, ma a 30, 35 o 40......

Questo è lo stile di vita attuale, con il quale bisogna, volenti o nolenti, convivere.

In tutta l'Europa l'andamento della crescita di popolazione è in ribasso, ma in italia siamo in caduta libera. Già oggi, ogni 10 giovani ci sono circa 6 pensionati e fra pochissimi anni il rapporto sarà di 1 ad 1, un pensionato per ogni giovane. Anche facendo più figli non si arresterà mai questo processo di invecchiamento, dato che le aspettative di vita si allungano, che è sempre più difficile trovare lavoro e casa, che uomini e donne si sposano sempre più tardi generando sempre meno figli, la popolazione di anziani sarà sempre maggiore.

Le ripercussioni economiche di queste previsioni saranno molto pesanti, anche a causa del "patto generazionale" che costituisce il fondamento del nostro sistema pensionistico: le pensioni vengono pagate dai giovani, con il loro lavoro, a chi ha lavorato prima di loro. Un tempo funzionava bene....ma è già in crisi visto l'invecchiamento della popolazione....sempre meno giovani che devono sobbarcarsi molto più lavoro per poter pagare un numero crescente di pensioni.

Lo stesso stato Italiano spende più in pensioni che in ricerca e assistenza per le famiglie giovani. Il paragone con la Francia, fatto nel servizio di SuperQuark, è impietoso: i cugini d'oltralpe investono molto di più nella famiglia e nei figli (lo stato francese dà assegni familiari più sostanziosi e più a lungo che in italia), e le donne francesi hanno in media più figli delle italiane. C'è da dire però che i mariti francesi aiutano in casa molto di più dei mariti italiani e passano anche più tempo con i figli.

I buchi generazionali lasciati dagli italiani, però, vengono colmati dagli immigrati: infatti questi ultimi fanno molti più figli delle coppie italiane, e sempre più bambini stranieri nascono in italia.

Un tempo gli immigrati, dopo alcuni anni in territori stranieri, una volta accumulati i soldi necessari, tornavano in patria per sistemarsi: i nostri nonni che sono emigrati in tutta europa e in america hanno fatto così. Molti sono rimasti anche all'estero, ma la maggior parte è tornata.

Questi bambini stranieri, nati in italia, dove cresceranno con amici italiani, con usanze e tradizioni più italiane che originarie delle loro famiglie, di sicuro non vorranno tornare in una terra che nemmeno hanno mai visto e che non sentono loro. Vorranno stare in italia. Questi sono i cosiddetti "stranieri di seconda generazione".....più italiani di chi li ha preceduti, ma con problemi di integrazione e di lavoro non meno lievi di quelli dei loro genitori.

Riepilogando molto sinteticamente, in italia si fa molto per gli anziani e molto poco per i giovani, ma visto che siamo un paese sempre e comunque in controtendenza (e sempre nel verso sbagliato) in italia crediamo di andare avanti esportando cervelli ed importando piedi (correlazione tra ricerca scientifica e sport nel "bel paese").

By Alessandro

3 commenti :

  1. Emanuela ha detto...

    Meraviglioso questo articolo Ale. Fa fare delle riflessioni che molto spesso lasciamo al caso...
    L'Italia il paese dei vecchi..purtroppo è una frase che si sente troppo spesso.
    Le pensioni che stiamo pgando, quelle che a noi non verranno mai pagate....è una realtà dura da affrontare.
    Io ho contribuito!!!!! Ho 30 anni e già due bambini.....accodatevi....(scherzo!! :) :)

  2. Anonimo ha detto...

    Ciao Alessandro. Bell'argomento che hai messo sul blog. In un'Italia che si preoccupa tanto di non volere lo straniero si dovrebbe pensare al fatto che quelli regolari ci aiuteranno a pagare le pansioni! Altrimenti i pochi giovani non riusciranno a pagare le tante pensioni dei tanti anziani. Ci sarà anche un altro problema. In seguito alla desertificazione le zone a sud di noi,quindi nord-Africa, non saranno più semplicemente calde ma inabitabili e incoltivabili producendo una migrazione di massa imparagonabile a quella di questi tempi. Il tutto non avverrà tra secoli ma si pensa tra un paio di decenni! Insomma saremo presenti anche noi. Si dovrà agire molto in fretta in favore dell'ambiente e si dovrà imparare a come affrontare queste masse migratorie. Se non faremo figli tra qualche generazione gli Italiani e gli Europei potrebbero essere una minoranza etnica. By Meri

  3. Anonimo ha detto...

    complimenti per l'articolo, ma che tristezza! un paese che non crede nei giovani è un paese che non vuole investire sul futuro...e poi oggi è davvero difficile per una donna avere dei figli; pensate a me ad un colloquio di lavoro avevano chiesto se ero fidanzata per sapere se c'erano concrete possibilità di matrimonio e/o figli in arrivo, e poi sono gli stessi che si lamentano dell'immigrazione... MA SE NON SI FANNO BAMBINI, QUALE SARA' UN GIORNO LA CLASSE PRODUTTIVA?
    claudia dap100